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La L. 5 maggio 2009, n. 42, attuativa dell’art. 119 della Costituzione ha delegato il Governo ad adottare una serie di provvedimenti volti a realizzare il c.d. federalismo fiscale. Tra questi si annovera anche il c.d. decreto sul fisco municipale. Sebbene il nome corretto del tributo sia “Imposta Municipale Propria”, nel linguaggio comune questa nuova forma impositiva è conosciuta come “imposta municipale unificata. La disciplina di questo istituto è contenuta negli artt. 8 e 9 del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. In seguito, l’art. 13, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla l. 22 dicembre 2011, n. 214, ha anticipato l’entrata in vigore del tributo al 2012, estendendone l’applicazione anche all’abitazione principale.
A partire dal 2012, l’imposta comunale sugli immobili, l’i.r.pe.f. sui redditi fondiari e le relative addizionali gravanti sui beni immobili non locati verranno sostituite dall’Imposta Municipale Propria (art. 8, D. Lgs. 23/2011 e art. 13, c. 1, d.l. n. 201/2011).
Il presupposto impositivo, ai sensi del combinato disposto degli artt. 8, d. lgs. 23/2011 e 13, c. 1, d.l. n. 201/2011, è costituito dal possesso di beni immobili compresa l’abitazione principale (almeno fino al 31.12.2014).
Sono soggetti passivi dell’imposta il proprietario e/o il titolare di diritti reali minori sull’immobile per il periodo e la quota di possesso. Il pagamento del tributo è ripartito in due rate: la prima da pagarsi entro il 16 giugno e la seconda entro il 16 dicembre. Tuttavia, è concessa al contribuente la facoltà di effettuare il pagamento dell’imposta con un’unica soluzione entro il 16 dicembre.
In seguito al d.l. 201/2011, i comuni godono di poteri regolamentari sul tributo relativamente esigui. Gli enti locali, infatti, possono modificare l’aliquota oltre a prevedere la possibilità di introdurre l’istituto dell’accertamento con adesione. È stato demandato, invece, al Direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito di determinare le modalità di versamento del tributo.
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I.M.U. - L'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

L'imposta municipale propria sperimentale e a regime. Dagli artt. 8 e 9 D.Lgs. 23/2011 all'art. 13, d.l. n. 201/2011


titolo: I.M.U. - L'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA
sottotitolo: L'imposta municipale propria sperimentale e a regime. Dagli artt. 8 e 9 D.Lgs. 23/2011 all'art. 13, d.l. n. 201/2011
autore/i: Scaglia, Alessio
editore: Exeo
collana: avanguardia giuridica - 21
curatore collana: Antoniol, Marco
materia: fisco & tributi - enti locali
soggetto: diritto
anno: 2012
mese: Gennaio
isbn: 978-88-95578-90-3
sigla: MA21
categoria: E-BOOK
tipologia: studio applicato
genere: manuali
supporto: digitale
formato digitale: pdf
altezza: cm 24
larghezza: cm 17
funzioni permesse: modifica=SI - stampa=SI - copia incolla=SI
protezione: digital watermarking
pagine: 191
disponibità: illimitata
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Prezzo:
€ 30,00 € 27,00
 
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ABSTRACT :

L’imposta municipale propria è disciplinata da due diverse fonti normative. Il contenuto dei decreti che ne dettano la regolamentazione è affrontato, in modo critico, nel presente libro con la finalità di analizzare teoricamente e praticamente il nuovo tributo sotto i profili dell’ambito di applicazione, della soggettività passiva e dell’accertamento.


DESCRIZIONE :

Il tema analizzato nel manuale concerne quella forma impositiva di recente introduzione denominata “imposta municipale propria”. Tale tributo ha una duplice veste: originariamente è nato come portato della riforma volta ad attuare il c.d. federalismo fiscale, ma poi è stata modificato con un provvedimento d’urgenza allo scopo di incrementare le entrate finanziarie dello Stato. La disciplina di riferimento è quella del d. lgs. 23/2011 con le integrazioni, modifiche e divergenze introdotte dall’art. 13, d.l. n. 201/2011, convertito con modificazioni dalla l. n. 214/2011. Inizialmente era previsto che, a partire dal 2014, venisse introdotta nel nostro ordinamento l’imposta municipale propria (comunemente definita come imposta municipale unificata). Successivamente, l’introduzione del tributo è stata anticipata in via sperimentale al 2012, con conseguente differimento del regime ordinario al 2015. L’imposta municipale sostituisce, per la componente immobiliare, l’i.r.pe.f. sui redditi fondiari e sulle relative addizionali gravanti sui beni immobili non locati, nonché l’imposta comunale sugli immobili (art. 8, d. lgs. 23/2011). Il presupposto applicativo dell’imposta è il possesso di beni immobili, ivi compresa l’abitazione principale (almeno per quanto concerne il triennio 2012-2014). La normativa che disciplina questo nuovo tributo è fortemente improntata a quella dell’imposta comunale sugli immobili. A riprova di ciò, si noti come il metodo di determinazione della base imponibile dell’i.m.p è individuato dal legislatore delegato mediante rinvio esplicito alla disciplina i.c.i.. L’aliquota del tributo è stata stabilita nello 0,4% per l’abitazione principale e nello 0,76% per gli immobili diversi dall’abitazione principale. Tuttavia, questa seconda percentuale può essere modificata, entro i termini stabiliti e secondo determinate procedure dal Consiglio Comunale. Ai sensi dell’art. 9 del Decreto, sono soggetti passivi del tributo il proprietario dell’immobile ovvero il titolare di altri diritti reali minori. Nel caso di concessione di aree demaniali, il soggetto passivo è individuato nel concessionario, mentre per gli immobili, da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, è tenuto al pagamento dell’imposta il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. Il periodo di imposta è annuale e la stessa è dovuta in modo proporzionale rispetto alla quota e al periodo di possesso del bene. Il versamento del tributo deve essere effettuato in due rate che scadono il 16 giugno e il 16 dicembre; tuttavia, è prevista la facoltà di pagare l’imposta in un’unica soluzione il 16 dicembre. Per quanto concerne accertamento e riscossione, di particolare importanza appare la conferma – anche per questo nuovo tributo – della possibilità di ricorrere alle soluzioni concordatarie delle controversie. Infatti, l’art. 9 del Decreto prevede che anche per l’i.m.p. si possa attivare la procedura dell’accertamento con adesione e della conciliazione, con la possibilità di una rateizzazione del quantum dovuto. Ad ogni modo, è bene ricordare che l’accertamento delle violazioni tributarie inerenti questo tributo è demandato ai comuni e la disciplina applicabile è dettata in parte dalla normativa in materia i.c.i. e in parte dalla finanziaria 2007.


SOMMARIO :

PREFAZIONE
SEZIONE I - INTRODUZIONE GENERALE
CAPITOLO I - BREVI CENNI SUL FEDERALISMO FISCALE
1. Prolegomeni
2. Il federalismo fiscale. Introduzione e premesse metodologiche
3. La legge delega 5 maggio 2009, n. 42
3.1. Ambito di intervento della legge delega (art. 1)
3.2. L’oggetto e la finalità della delega (art. 2)
3.3. Principi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l’autonomia di entrata e di spesa degli enti locali (art. 12)
4. Il federalismo fiscale municipale. Il d. lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 7
SEZIONE II - IL REGIME ORDINARIO
CAPITOLO I - L’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA - ART. 8, D. LGS. 23/2011
1. Breve excursus sull’attuale disciplina impositiva gravante sugli immobili
1.1. I redditi fondiari.
1.2. L’imposta comunale sugli immobili
2. L’imposta municipale propria. Nodi interpretativi tra l’imposta “a regime” e quella “sperimentale”.
2.1 Art. 8, d. lgs. n. 23/2011: l’imposta municipale propria. Nozione
2.2. L’imposta municipale propria: tributi sostituiti e presupposto. I commi 1, 2 e 3 dell’art. 8
2.2.1. Il presupposto del tributo
2.3. Base imponibile, aliquota e potestà regolamentare dei comuni. I commi 4, 5, 6 e 7 dell’art. 8, d. lgs. 14 marzo 2011, n. 23
2.3.1. La base imponibile
2.3.2. L’aliquota
2.3.3. Le modificazioni dell’aliquota e la potestà regolamentare dei comuni
CAPITOLO II - IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA - ART. 9, D. LGS. 23/2011
1. Premessa
2. I soggetti passivi del tributo
3. L’ambito di applicazione temporale, la ripartizione tra più soggetti passivi e il versamento del tributo
CAPITOLO III - ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE DELL’IMPOSTA. ART. 9, D. LGS. 23/2011. CONTENZIOSO E PRE-CONTENZIOSO
1. Premessa
2. L’accertamento con adesione. Brevi cenni sull’istituto
3. L’accertamento con adesione nell’imposta municipale propria e gli altri strumenti di deflazione del contenzioso
3.1 Un altro strumento deflattivo: la conciliazione giudiziale
4. Dichiarazione, accertamento e riscossione dell’imposta municipale propria. I commi 6 e 7
SEZIONE III - IL REGIME “SPERIMENTALE”
CAPITOLO I - L’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA DAL 1° GENNAIO 2012 AL 31 DICEMBRE 2014: ART. 13, D.L. 6 DICEMBRE 2011, N. 201, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 22 DICEMBRE 2011, N. 214
1. Introduzione
2. L’imposta municipale propria nel regime “sperimentale”
3. Il presupposto dell’imposta municipale propria sperimentale
3.1 L’imposizione sull’abitazione principale.
4. La base imponibile dell’imposta municipale propria sperimentale
5. L’aliquota
3. Esempi di calcolo dell’imposta municipale propria “sperimentale”
4. Altre disposizioni del d.l. n. 201/2011 che tangono il tributo municipale
SEZIONE IV - CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
CAPITOLO I - PROFILI COSTITUZIONALI DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA “SPERIMENTALE” E “A REGIME”
1. Profili critici: costituzionalità dell’imposta
ALLEGATO N. 1 – TABELLA CLASSIFICAZIONE CATASTALE
ALLEGATO N. 2 – TABELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE CATASTALE PER IMMOBILI ORDINARI
ALLEGATO N. 3 – TABELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE CATASTALE PER IMMOBILI SPECIALI
ALLEGATO 4.- SCHEMA IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA ORDINARIA (DAL 2015)
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
 



 
AUTORE/I

Scaglia, Alessio

laureato in giurisprudenza, abilitato all'esercizio della professione di mediatore civile